Page 5 - MDC Informa n.43
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E‘ di seguito riportato il testo dell‘intervento della professoressa Mer-
                                       cedes Calvisi alla quale ogni suora MDC esprime sincera stima e pro-
                                       fonda gratitudine.
                                                                         ―ANDANDO ANNUNCIATE‖
                                       Ho risposto volentieri all‘invito di partecipare a questo incontro, e so-
                                       no lieta di testimoniare l‘operato delle Suore della Dottrina Cristiana
                                       nel nostro territorio e non solo. La mia famiglia è stata loro dirimpet-
                                       taia, Fuori Porta Leoni, fin dai primi anni ‘60. Allora, dopo le nostre
                                       abitazioni non c‘era nulla e d‗inverno si poteva sciare fino a via Stri-
                                       nella. Ho così avuto modo di osservare con attenzione ed interesse il
                                       loro agire. Le suore, però, le conoscevo già da prima: Madre M. Naza-
                                       rena, la Superiora Generale emerita, aveva curato la mia preparazio-
                                       ne alla Prima Comunione. Dopo i miei due figli hanno avuto come in-
                                       segnanti all‘asilo e alle elementari le suore della Dottrina Cristiana e
              da loro hanno anche ricevuto gli insegnamenti del catechismo, e tutto questo a testimoniare la
              mia condivisione del loro progetto formativo. Farò un breve accenno alla storia della fondazione
              dell‘Ordine, e poi alle realizzazioni più attuali.  Madre Maria Francesca, al secolo Maria Nicola
              Santa De Sanctis, nasce a Castiglione a Casauria, nel luglio del 1836, decima figlia di un com-
              merciante morto a 52 anni quando lei ne aveva solo dieci. Subito dopo la scomparsa del padre,
              la famiglia incontrò notevoli difficoltà economiche che la ridussero quasi in miseria. All‘età di 25
              anni, nel 1862, Maria Nicola scelse di entrare nel Monastero femminile di Santa Caterina Martire
              dell‘Aquila, appartenente alla comunità delle Celestine, ramo femminile della congregazione be-
              nedettina istituita da Papa Celestino V nel XIII secolo. Nella seconda metà dell‘800 all‘Aquila
              c‘erano fortissime tensioni dovute all‘esasperato anticlericalismo di stampo francese: molti mo-
              nasteri erano stati requisiti e trasformati in caserme od edifici civili. La stessa sorte toccò al mo-
              nastero benedettino dove M. Nicola aveva deciso di ritirarsi. Fu allora che tre giovani donne Ma-
              ria Nicola De Sanctis, Barbara Micarelli e Maria Ferrari decisero di dedicarsi alla città con opere
              che al contempo risollevassero le sorti della chiesa locale. Mi soffermo in particolare su Maria
              Nicola De Sanctis che trovò in città, negli ambienti più segnati dalla povertà e dall‘ignoranza, il
              terreno adatto a realizzare i suoi disegni ed il suo carisma: diffondere il messaggio evangelico e
              metterlo in pratica con opere di misericordia. Ciò fu possibile grazie anche alla condivisione e
              alla protezione dei vescovi Mons. Luigi Filippi e Antonino Vicentini.  Il nucleo di partenza di que-
              sta grande famiglia, chiamata in seguito MDC (Missionarie della Dottrina Cristiana), fu, inizial-
              mente, un gruppetto costituito da giovani donne, sorelle di sangue e di ideali, prima fra tutte
              Maria Nicola, sostenuta dalla sorella Albina già abilitata all‘insegnamento per le scuole elemen-
              tari e che era stata maestra nel comune di Castiglione a Casauria. Le due sorelle furono inco-
              raggiate e sostenute sempre dalla loro mamma. Mi sembra interessante mettere in evidenza
              che nonostante la Chiesa controriformista avesse incoraggiato le arti figurative invece che la
              lettura e la scrittura, le prime fondatrici dell‘Ordine abbiano avuto l‘intuizione profonda che per
              annunciare il Vangelo fosse necessario insegnare a tutti, uomini e donne, anche a leggere e
              scrivere.  E così l‘alfabetizzazione nel campo della dottrina cristiana e della lingua italiana proce-
              dettero di pari passo, nella zona tra via Roma e Piazza S. Pietro dove era la prima abitazione,
              una casa di proprietà Bernasconi, in Via dell‘Addolorata. La fondazione ufficiale della congrega-
              zione avvenne al termine di esercizi spirituali, il 2 ottobre 1890, nella cappella in via dell‘Addolo-
              rata. Maria Nicola Santa De Sanctis prese il nome di Suor Maria Francesca e divenne la prima
              madre superiora all‘età di 54 anni. L‘8 dicembre 1890 l‘Arcivescovo Vicentini approvò con la sua
              firma ed il sigillo della diocesi i 40 articoli di cui si compone la prima regola dell‘Istituto elabora-
              ta da lui stesso e dalla fondatrice. L‘istituto fu affidato alla protezione di S. Francesco d‘Assisi e
              di Sant‘Alfonso Maria de Liguori. Madre Maria Francesca morì nel 1916 lasciando alle consorelle
              una fertile eredità morale: insegnare la dottrina cristiana ad ogni ceto sociale, specialmente ai
              più poveri, preparare i fanciulli alla prima comunione, assistere gl‘infermi, erano i principi fonda-
              mentali della regola. Nel corso degli anni sorsero molte case. Erano conventi per le sorelle con-


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